GIORNATE VERONESI SUL LINFEDEMA – prima edizione

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CONVEGNO
“GIORNATE VERONESI SUL LINFEDEMA – prima edizione”
Villa Quaranta – Ospedaletto di Pescantina
15 APRILE 2023

Report

Il 15 Aprile 2023 si è svolta ad Ospedaletto di Pescantina (in piena Valpolicella in provincia di Verona), presso la splendida struttura congressuale ‘Villa Quaranta’, la Prima edizione delle ‘giornate veronesi sul Linfedema’, organizzata dalla fisioterapista chiara Pigozzi e dalla Fisiatra Emy Brunello.
I lavori, dopo i saluti di benvenuto delle organizzatrici, sono iniziati con una presentazione dello scrivente su ‘Linfedema primario e secondario, Lipedema: i percorsi diagnostico-assistenziali’. La relazione ha evidenziato lo stato attuale della presa in carico del paziente con linfedema e con Lipedema sul territorio nazionale, mettendo bene in evidenza i punti di forza e le criticità che ancora, in molte realtà regionali, non consentono, sia dal punto di vista qualitativo che numerico, una adeguata assistenza ai numerosi malati affetti da tali patologie.
 
A seguire la dottoressa Silvia Fontana, di Asiago, che ha illustrato (anche mostrando caso clinici complessi) qual è il ruolo della linfofluoroscopia quale supporto nella diagnosi e nell’indirizzo terapeutico nei pazienti con linfedema primario o secondario.
La dottoressa Florio, veronese, ha quindi ricordato l’incidenza del linfedema secondario a patologia oncologica, sottolineando quelli che sono gli attuali  protocolli (diagnosi precoce ed altrettanto precoce e completo trattamento ) sempre meno aggressivi e sempre più conservativi, grazie ai quali ci si auspica, in un futuro prossimo, si possa conseguire una riduzione dell’incidenza delle forme secondarie stesse.
   
                                                             
La dottoressa Brunello ha quindi descritto, unitamente alla dottoressa Pigozzi, i cardini del trattamento fisico decongestivo che non può prescindere da una adeguata ‘personalizzazione’ dei trattamenti stessi in funzione del tipo di paziente e dello stadio clinico della patologia. I risultati, frutto di un particolare impegno professionale e dell’esperienza consolidata degli operatori, può determinare uno stabile miglioramento della qualità della vita in pazienti appartenenti a qualsiasi fascia di età, anche con l’adeguato supporto dei familiari relativamente all’età evolutiva e senile.
A seguire la dottoressa Silvia Medri, dermatologa di Verona, che ha sottolineato l’importanza della cura della cute come prevenzione delle complicanze nel linfedema primario e secondario, particolarmente incidenti in soggetti predisposti, indipendentemente dalla natura del linfedema stesso.
                            
La dottoressa Paola Del Bravo, infettivologa, ha quindi ricordato come sia importante non soltanto un approccio terapeutico tempestivo nella complicanza infiammatoria del linfedema, che non necessariamente deve essere di natura antibiotica (considerata, peraltro, la spiccata antibiotico-resistenza che si sta registrando sempre più evidente, legata all’uso indiscriminato degli antibiotici stessi), ma anche mirato e, soprattutto ‘misurato’. Nelle forme recidivanti, tuttavia, è suggeribile l’impiego di terapie antibiotiche a lenta dismissione (penicillina ritardo) da eseguire per almeno un anno.
E’ stata poi la volta di Alessandra Misso, dietista, che ha molto analiticamente descritti i vantaggi della dieta personalizzata sia nei pazienti con linfedema che, e soprattutto in quelli con Lipedema, non trascurando di sottolineare l’importanza dell’esercizio fisico quotidiano ed il rispetto delle norme igieniche e comportamentali.
                      
La dottoressa Valdaro Alessandra, psicoterapeuta, ha quindi ricordato l’importanza dell’accompagnamento del paziente con Linfedema, bisognevole della dovuta assistenza in funzione delle implicazioni psicologiche e comportamentali che una patologia cronica, come questa, peraltro con più o meno importanti alterazioni fisionomiche, può ingenerare riducendo ulteriormente la già difficile compliance del malato. L’approccio assistenziale, rispondendo anche a domande dei presenti (medici di varie specialità e fisioterapisti specificamente interessati a questo tipo di branca riabilitativa) deve essere ‘discreto’ e possibilmente richiesto, mediante sollecitazioni indirette da parte della famiglia e degli operatori sanitari, dal paziente stesso.
                     
Appuntamento., quindi, al prossimo anno: questo è quello che spontaneamente ha pensato ciascuno dei presenti in considerazione del titolo dell’Evento che fa pensare ad una ‘istituzionalizzazione’ dell’iniziativa che ha riscosso successo ed apprezzamento da parte dei numerosi operatori sanitari presenti in questa prima iniziativa organizzata, peraltro, ‘a numero chiuso’ per cui parte degli aspiranti partecipanti non ha potuto prendervi parte.
Dr. Sandro Michelini
Verona 15 Aprile 2023