Un Corso con Fondi Europei e Regionali al Centro Armonia di Latina: un esempio di formazione ‘all inclusive’

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E’ terminato il Corso presso il Centro di Riabilitazione ‘Armonia’ di Latina, di proprietà del Gruppo GIOMI, dedicato alla formazione del personale in servizio presso la Struttura.

Su iniziativa dell’Ing. Carmela Parisi (Responsabile della formazione) e su proposta del dr. Giovanni Zelano, Consulente della struttura e del Gruppo, si è realizzato un Corso di formazione dedicato ai pazienti con patologie linfatiche ed allargato a molti aspetti che si intersecano con la patologia linfatica stessa (arteriopatie, flebopatie, Sindromi dell’egresso toracico e Sindromi acro-asfittiche), della durata di ben 120 ore, di cui molte di pratica clinica e di confronto.

L’iniziativa, specificamente mirata alla formazione del personale fisiokinesiterapico e medico impegnato in questo settore della riabilitazione, è nata proprio dall’esigenza di rispondere, con un livello qualitativo adeguato ed aggiornato secondo le linee guida nazionali ed internazionali, all’aumento crescente della richiesta di prestazioni, soprattutto in relazione al Linfedema secondario nel paziente oncologico.

A presentazioni teoriche che hanno interessato richiami anatomici e fisiopatologici dei principali ambiti delle vasculopatie, i dati epidemiologici,  gli aspetti diagnostici, clinici e strumentali, ed i principi di terapia integrata, si sono succedute dimostrazioni pratiche delle singole tecniche riabilitative, manuali e meccaniche.

Gli operatori, continuamente osservati e corretti nelle manovre manuali si sono esercitati, previe dimostrazioni, in sedute di Linfodrenaggio manuale, eseguito simulando casi interessanti gli arti inferiori, gli arti superiori, il volto, i genitali, ed anche casi complessi che coinvolgevano più regioni corporee (bimastectomizzata, linfedemi dei 4 arti etc.).

Al drenaggio manuale sono seguite le varie tecniche di bendaggio, con i vari materiali disponibili (anche per i materiali da sotto-bendaggio) per il confezionamento dello stesso, simulando bendaggi in pazienti ‘validi’, ‘meno validi’ ed ‘allettati’.

E’ seguito il Linfotaping con le varie possibilità applicative, anche in zone anatomiche difficilmente approcciabili con le altre tecniche (ad esempio regione sovrapubica).

Uno spazio è stato anche dedicato al massaggio connettivale, nelle sue varie possibilità applicative sia per patologie interessanti l’arto superiore che per l’arto inferiore.

Nelle varie giornate si sono sussegguite anche le esperienze riportate e discusse collegialmente dei pazienti in carico presso il Centro. E’ stata un’occasione per approfondire alcuni aspetti legati alla ‘presa in carico’ del paziente ed alla gestione nel tempo con una discussione continua dei casi clinici al fine di un progressivo costante miglioramento del loro quadro clinico.

Utile anche il confronto con la componente medica del Centro che ha evidenziato come l’Ex articolo 26 rappresenti un caposaldo insostituibile per la gestione nel tempo del Linfedema primario e secondario sul territorio, seppur arduo da gestire in funzione della distribuzione ‘oraria’ dei trattamenti che, a volte, richiederebbero spazi temporali più ‘dilatati’, incompatibili con l’organizzazione generale del servizio. Ciononostante il lavoro di équipe nella formulazione del progetto riabilitativo e nella sua progressiva revisione/aggiornamento, garantiscono sempre un adeguato ‘outcome’ del paziente fino alla prescrizione dell’indumento elastico definitivo, tema quest’ultimo, ampiamente discusso nei vari aspetti pratici e clinici. Una criticità nelle normative attuali (che coinvolgono anche i pazienti affidati ai DH ed alle degenze riabilitative dedicate alla patologia linfatica) sta proprio nell’impossibilità di una prescrizione valida ai fini della fornitura da parte del Sistema Sanitario Nazionale dell’indumento elastico definitivo al paziente. E’ paradossale, infatti, che l’Istituzione affida al Centro specialistico privato-convenzionato con il SSN un paziente per le cure ma non lo abiliti alla prescrizione dell’indumento elastico che costituisce la naturale conclusione del progetto riabilitativo. Risultato finale è che il paziente corre il rischio di vedersi fissare una visita fisiatrica in Centro pubblico (semplicemente per la prescrizione dell’indumento elastico definitivo) dopo 20-30-40 giorni dal termine del progetto riabilitativo con l’elevato rischio di mettere a repentaglio il risultato clinico finale, dopo lo sforzo assistenziale specifico fornito dal ciclo di trattamento (ancor più assurdo è che quando il paziente va in un Centro estero ‘privato-convenzionato’ la stessa ASL fornisce allo stesso anche gli indumenti elastici prescritti dallo specialista ‘privato-convenzionato’ del Centro che lo ha trattato). Incongruenze, tra le tante, che dobbiamo tentare di correggere in tutto il Sistema delle reti regionali e nazionale.

Il Corso si è concluso con una prova a quiz a risposta multipla (300 domande su tutto il programma) con una prova pratica finale individuale in cui il singolo operatore ha dovuto simulare il trattamento di un caso clinico proposto.

Un grazie per l’esperienza molto onerosa ma anche di grande soddisfazione che ha impegnato (con grande interesse, durante tutte le sessioni, da parte degli operatori del Centro) sia lo scrivente che i suoi collaboratori. Formare vuole dire trasmettere la propria esperienza ed è fondamentale per migliorare sé stessi e gli altri (ogni occasione in questo senso viene colta per aggiornamenti e sempre nuove acquisizioni sui programmi proposti) al fine di assicurare una adeguata qualità nelle cure, presupposto fondamentale per il continuo miglioramento dei servizi sanitari offerti.

Sandro Michelini

 

Latina 3 Agosto 2019